lunedì, 06 aprile 2009

MILLIONAIRE

 

8 STATUETTE MERITATE

 

 

Avete presente quei film rigeneranti? Quelli che una volta terminati vi fanno sentire un po’ meglio, più felici, più rilassati e decisamente soddisfatti?

Se avete presente la sensazione e vi piace, allora questo è assolutamente un film imperdibile.

Se invece non ve ne frega niente e volete solo vedere un film bello, allora questo è ancora un film imperdibile.

Se invece volete solo passare due ore spensierate, allora questo è un film imperdibile.

Certo che se quello che volete è un film intellettuale… allora questo è un film imperdibile.

Chiarito che questo è un film imperdibile, potrei anche finire la recensione. La realtà è che questo film è speciale per dei motivi difficili da cogliere. Forse perché gli attori, sconosciuti, si comportano tutti egregiamente e le loro espressioni sono altamente evocative. Forse perché l’idea che il protagonista, Jamal Malik, riesce a rispondere a tutte le domande di Chi vuol essere milionario è esaltante. Forse perché a quelle domande risponde rievocando momenti della sua vita che l’hanno portato, infine, a trovarsi in quella trasmissione.

Probabilmente il successo del film è dovuto all’epopea del ragazzo raccontata attraverso tutta la sua vita, passando dai terribili momenti in cui viene sfruttato a quelli in cui si innamora di una ragazza che non può avere.

L’India mostrata dal Boyle è lontana dagli standard europei, anche se la malavita è sempre la stessa e la gioia di vivere forse superiore alla nostra. La pellicola lo evidenzia con maestria.

E poi c’è la musica, perfetta, appropriata, ma soprattutto atipica, come atipico è tutto il film.

Per tutto questo Millionaire è un film che non potete assolutamente perdere.

 

IMPERDIBILE.

postato alle ore 20:53 | Permalink | commenti
sabato, 04 aprile 2009

IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON

 

CHISSA’ COME SAREBBE DIVENTATO CON LA CHIRURGIA ESTETICA

 

Ho questo tarlo in testa che non mi fa dormire (no, non è vero, dormo benissimo): se al giovane (ossia vecchio) Benjamin Button avessero fatto un bel lifting e una bella cura laser agli occhi, poi da vecchio (ossia giovane) come si sarebbe ridotto? Ho paura che la risposta potrebbe inquietarmi.

Ad ogni modo, parlando più seriamente del film, ammetto che il film mi è NON piaciuto.

Voglio dire, non è che sia brutto, anzi è piacevole, ma forse gli manca qualcosa, non emerge e il basare tutto il film su una storia d’amore non è stata forse la migliore scelta.

I poche righe si può spiegare la trama: Brad Pitt nasce vecchio e rugoso, viene abbandonato davanti un ospizio e cresce in mezzo ai vecchi… Poi verso i 30 anni comincia a sembrare un 50enne, scopre il sesso e la vita fuori dal luogo che l’ha cresciuto ma non si dimentica la bambina con cui giocava: ora sono pronti per amarsi. Ma non si possono amare, perché lei è una poco di buono e lui è un giovane vecchio. Però fanno una bambina… poi si lasciano… e quanto lui torna la bambina è grande, ma con un altro uomo a farle da papà. Infine lui muore di giovinezza e lei muore di vecchiaia.

Non preoccupatevi, non vi ho rovinato nulla. Dalle prime scene già si capisce tutto. Certamente però nel mezzo succedono tante cose e le quasi 3 ore si riempiono, anche se forse in maniera un po’ annoiante.

Il film purtroppo non decolla e il protagonista non sembra volere mai sfruttare il dono di una mente saggia e esperta dentro un corpo giovane.

Il regista sceglie di raccontare tutta la vita di Benjamin, percorrendo strade già viste in Forrest Gump e simili, ma purtroppo non si avvicina nemmeno un po’ all’epicità del capolavoro di Zemeckis.

 

In conclusione questo polpettone potrebbe rimanere un po’ indigesto, per cui è consigliabile solamente a chi ha tempo da perdere.

 

NON particolarmente esaltante.

postato alle ore 19:51 | Permalink | commenti
venerdì, 03 aprile 2009
PUNISHER - ZONA DI GUERRA
 
IL RITORNO DI COMMANDO
 
Ricordate quella gemma anni 80, tra i film d’azione, con protagonista Schwarzenegger? Quel film in cui le rapivano la figlia e per vendicarsi faceva una strage… proprio quello in cui su una spalla portava un tronco da 200 chili… lo stesso film in cui i suoi colpi andavano tutti a segno e quelli dell’esercito che aveva contro finivano tutti a terra o dietro la sua testa…
Beh, rallegratevi perché quel cinema un po’ pacchiano ma altamente esaltante non è mai morto, anche se a volte è passato un po’ in sordina.
E’ il caso di questo The punisher che, nonostante qualche apparizione tra gli speciali sul cinema, è rimasto piuttosto anonimo.
Eppure la pellicola è veramente interessante, soprattutto per gli amanti dei film ispirati ai fumetti.
Nel 2004 era uscita un’altra versione in celluloide dell’omonimo fumetto, riscuotendo lo stesso fallimentare insuccesso, ma offrendo una pellicola decisamente meno interessante a causa della direzione introspettiva presa dagli sceneggiatori. Il film non decollava e la violenza non era sufficientemente gratuita, così, invece di trovarci davanti a un film assurdo come il fumetto richiedeva, ci si trovava di fronte a qualcosa che ostentava realismo.
Fortunatamente nel 2008 Hollywood ha acceso una nuova insegna battendo, però, un sentiero completamente diverso, offrendoci una pellicola decisamente gustosa.
Già dopo pochi minuti si capisce che il regista aveva pochi fronzoli per la testa, niente introspezione, niente realismo ma un vero e proprio film da fumetto, come il Cavaliere oscuro ma senza la mezz’ora di film in eccesso. Qua c’è solo violenza. Solo sangue e corpi mutilati da armi da fuoco. Mettendo da parte il realismo, il film si è potuto concentrare su un cattivo veramente cattivo e brutto, e dei buoni che non sono buoni ma sono solo dei giustizieri che se ne fregano della legge. La storia è la classica del fumetto e del primo film, in cui il protagonista Frank Castle viene privato della propria famiglia dalla Mafia, alla quale in seguito giurerà vendetta.
I momenti privi d’azione e di sangue saranno veramente pochi e tendenzialmente inutili.
I personaggi, altamente stereotipati, pur cadendo nei soliti patetici clichè dei film di questo genere, risulteranno sempre interessanti e ben interpretati.
Insomma un film divertente e consigliabile per una bella serata tra amici (maschi) con tanti pop corn!
 
Esaltante e ben armato.
postato alle ore 11:22 | Permalink | commenti (1)
mercoledì, 11 febbraio 2009

LA DUCHESSA


OH MA CHE BEL VESTITO

 

Volendo fare un’analisi critica e un po’ scolastica, questo film potrebbe sembrare uno scorcio dei nostri tempi narrato in un periodo storico precedente.

Lo ha fatto Manzoni e lo han fatto tanti film di fantascienza, perché non cercare riferimenti anche in questo film in costume?

La realtà è che stiamo parlando di una storia vera, ambientata nel 1700 in Inghilterra, dove la nostra Georgiana Spencer si sposò con William Cavendish, duca del Devonshire e da cui ebbe 3 figli di cui solo uno maschio, quindi erede.

Lo storia, superficialmente, non è particolarmente carica di fatti interessanti e la direzione che prende la sceneggiatura lo rende subito evidente. Il film infatti si basa principalmente sui sentimenti della duchessa, mostrando vari periodi diversi della sua vita, sottolineando come la popolarità acquisita verso popolo e altri nobili non riuscì a renderla più interessante agli occhi del marito, che la sposò unicamente per avere eredi.

I tentativi falliti di compiacere al duca finiscono per portarla a dormire in un altro letto, con conseguenze abbastanza prevedibili.

 

La fortuna di questo film sta nell’ottima interpretazione della sempre più magra Keira Knighley e nei dialoghi che non cadono mai nel banale. Decisamente meritevole anche la colonna sonora, ben distribuita e azzeccata.

 

Sicuramente un film non proponibile a tutti ma fondamentalmente apprezzabile.

 

Valutabile.

postato alle ore 19:28 | Permalink | commenti
domenica, 08 febbraio 2009

LA CONIGLIETTA DI CASA


PLAYBOY'S RULEZ

 

Se apprezzate le classiche commedie adolescenziali americane dove le varie confraternite sono continuamente in competizione, dove i nerd più sfigati trovano la loro più grossa rivincita e dove il cervello non ha alcun bisogno di applicarsi, allora questo è senz’altro il film che fa per voi.

Il pieno stile ANIMAL HOUSE e strizzando l’occhiolino a LA RIVINCITA DEI NERD, questa pellicola in cui Anna Faris è protagonista assoluta risulta particolarmente leggera, piacevole e, per sue basse pretese, riuscita.

La nostra protagonista, una coniglietta di Playboy residente nella playboy house si ritrova improvvisamente allontanata dal suo paradiso fatto di ingenuità, ignoranza e pochezza di valori. Il confronto con il mondo reale, tuttavia, non sarà doloroso e grazie alla sua infinita stupidità e alla pazienza delle persone che la circonderanno non avrà nessun problema a integrarsi e diventare addirittura preside della confraternita più scadente del campus che (ovviamente) sta per essere smembrata.

Grazie alle sue conoscenze, le ragazze della confraternita diventeranno incredibilmente popolari e particolarmente sexy per arrivare al prevedibile finale.

 

In generale il film non merita alcun plauso e non è particolarmente consigliabile, ma resta innegabile che per la sua leggerezza e per qualche citazione cinematografica riuscita (mitica quella di Forrest Gump) la visione può avere un senso.

 

Piacevole ma… niente di speciale.

postato alle ore 12:56 | Permalink | commenti
martedì, 03 febbraio 2009

RESIDENT EVIL DEGENERATION

INSERT COIN

 

Ebbene, ecco un’altra storia di zombie.

Consigliando nuovamente l’Alba dei morti dementi e Planet terror, posso affermare con certezza che questo lungometraggio in computer grafica della CAPCOM è un film assolutamente meritevole.

Effettivamente con le precedenti tre pellicole con Milla Jovovich questo film condivide unicamente l’universo del videogioco e qualche citazione. Non che sia un problema, anzi, per i fans della saga videoludica sicuramente ci troviamo davanti a un prodotto particolarmente fedele e citazionista nei confronti, in particolare, del secondo capitolo, quello in cui i protagonisti si ritrovano dentro una Racoon city prossima alla distruzione per mezzo del governo che non solo vuole eliminare tutti gli zombie ma anche insabbiare tutte le misfatte dell’Umbrella corporation (questione approfondita, anche se con qualche licenza poetica rispetto al videogioco, in Resident Evil Apocalypse).

Come nel videogioco i protagonisti principali saranno Claire Redfield e Leon Kennedy, entrambi fedelissimi nel look e nell’abbigliamento alle controparti per console.

La storia, oltre ad offrire una massiccia dose di azione e violenza, è basata su alcuni risvolti burocratici che il disastro di Racoon City e il possesso di virus e antivirus zombesco da parte di una nuova società hanno prodotto a livello finanziario.

I personaggi risultano bene caratterizzati, non troppo credibili ma sicuramente carismatici e esaltanti, proprio come la maggior parte delle scene d’azione.

Parlando in assoluto non siamo davanti ad un capolavoro, ma sicuramente della miglior pellicola targata Resident Evil e di un ottimo film sugli zombie.

 

Ideale per passare un’oretta e mezzo e sicuramente un ottimo prodotto per vantarsi del proprio impianto home theater ad alta definizione.

 

Bello.

postato alle ore 20:23 | Permalink | commenti
lunedì, 02 febbraio 2009

MILK


LA RIVINCITA DEI GAY

 

Conoscendo lo stile annoiante di Gus Van Sant visto in Elephant e Last Days, era lecito aspettarsi un altro film lento dallo stile narrativo particolare e fotografato.

Per il bene del pubblico da intrattenimento, il regista ha scelto di ripercorrere lo stile narrativo e visivo dell’eccellente Will Hunting – Genio ribelle.

Tuttavia, nonostante il dinamismo a cui non eravamo più abituati, le due ore di film si fanno sentire e la sceneggiatura manca di originalità.

Avendo davanti l’ennesimo biopic (che tanto sembrano impressionare i critici dell’Academy) è necessario partire dall’idea che ciò che ci aspetta è l’epopea di un personaggio destinato ad evolversi e a lasciare in qualche modo il segno.

Purtroppo in questo il film fallisce miseramente e il personaggio di Harvey Milk non affascina e non appassiona lo spettatore ignaro della realtà storica.

Partendo dall’incontro tra Milk e il compagno Scott Smith, la storia mostra come nel tempo questo personaggio ha acquistato popolarità, cominciando dall’apertura di un negozio di fotografia in un quartiere di San Francisco (Castro) che sarebbe diventato una zona di ritrovo e protezione per Gay. Con l’aumento di popolarità, Milk decide di candidarsi a cariche elettive, ma solo al quarto tentativo riesce a diventare consigliere comunale e combattere le proprie battaglie.

In pochi mesi Milk riesce a stravolgere l’opinione pubblica e a difendere i diritti dei Gay in maniera quasi pionieristica.

 

Per quanto la sceneggiatura e gli attori siano fedeli in aspetto e dialoghi alla realtà, il film pecca di povertà di impersonificazione e la storia raccontata sembra ben più lontana dei 30 anni che la separa dai nostri giorni.

Forse l’errore più rilevante è la scelta di non mostrare la situazione dei Gay e il clima di razzismo del paese nei loro confronti. Al contrario, la pellicola mostra un paese dei balocchi popolato da personaggi effeminati al limite dell’isteria.

L’interpretazione di Sean Pean non convince. Le sue espressioni, le sue reazioni e i suoi movimenti da subito appaiono sopra le righe. La timidezza contrapposta a movimenti femminili poco aggraziati non aiuta a creare un personaggio credibile.

 

In realtà le 8 nomination per questo film non sono giustificabili.

 

La solita, noiosa, biografia.

postato alle ore 16:20 | Permalink | commenti (1)
domenica, 23 novembre 2008

TWILIGHT

I VAMPIRI INNAMORATI

 

Nessuna sorpresa.

Twilight doveva essere la nuova saga per teenager sui vampiri e così è e sarà.

A partire dalla scelta degli attori, era palese che il pubblico su cui puntavano i produttori era lo stesso di Harry Potter ma anche di quei film sui giovani ambientati nei college, tra cui, ovviamente, High school musical.

Senza deludere nessuno, il film è particolarmente piacevole, con dialoghi adatti a tutti e un buon bilanciamento tra azione e sentimenti.

Se a tratti il film è divertente e carico di scene movimentate (tutte le riprese sono dinamiche, nemmeno un secondo la telecamera rimane fissa), dall'altra la storia d'amore tra la protagonista e il vampiro buono è credibile e ben rappresentata dagli attori, che in realtà si basano più sulla bellezza (lei) e sul carisma (lui) che sui dialoghi, spesso tutt'altro che originali.

 

Per quanto riguarda lo spettatore più esigente e critico, ciò che lascerà questo film sarà un... niente, nel senso che non lascerà ne schifati ne esaltati.

Un successo sicuramente più meritato rispetto i musical scolastici o altri filmettini per 13enni in calore.

La trama di questo primo capitolo (i libri da cui deriva questa saga sono 4) è piuttosto semplice ma apre le porte ad una storia completa carica d'interesse: una ragazza si innamora di un vampiro ma il vampiro deve lottare contro le proprie pulsioni. Altri vampiri invece vorrebbero nutrirsi della ragazza, mentre nel frattempo i licantropi fanno solo una comparsa per acquistare probabilmente un ruolo rilevante nei prossimi capitoli.

 

Dunque questa pellicola in qualche modo può accontentare tutti, anche se come film sui vampiri è piuttosto limitato, sottolineando più che altro una storia d'amore superficialmente originale ma nei fatti piuttosto banale e prevedibile.

 

Gustoso e piacevole.

postato alle ore 19:26 | Permalink | commenti
domenica, 23 novembre 2008

Poultrygeist


La notte dei polli viventi

 

Ennesimo, imperdibile, capolavoro della Troma.

Per chi è in grado di apprezzare il cinema TRASH, quello vero, puro e dichiarato, questa pellicola sarà ancora meglio di TOXIC AVENGER 4!

 Le assurdità ci sono tutte: una sorta di Mac Donald con solo pollo viene costruito sopra un cimitero indiano e guarda caso i polli fritti, una volta ingeriti, cominceranno a trasformare in polli zombie tutti i poveri clienti del locale.

Protagonista di questa splendida pellicola sarà un giovane, innamorato e poi disilluso da una ragazza apparentemente no-global, che per vendicarsi dalla delusione decide di cercar lavoro come "cassiera" nel ristorante.

 Le citazioni e le trovate assurde non mancheranno, come non mancheranno le divertentissime e sanguinosissime scene Porno-Gore in cui la morte di tutti i personaggi necessariamente dovranno avere qualche assurdissimo risvolto splatter.

 In questo film privo di senso le mediocri recitazioni e la regia tra l'amatoriale e il visionario risultano incredibilmente azzeccate: qualità a cui la troma ci ha abituati da tempo.

 Il film ovviamente non può essere assolutamente consigliato ai palati fini ma nemmeno agli amanti degli splatter di Peter Jackson perché qui non solo il sangue è ostentato ma anche la geniale ironia del nonsense.

 Imperdibile per gli amanti del trash ma assolutamente improponibile a chi non sa apprezzare.

 Mitico!

postato alle ore 19:24 | Permalink | commenti
martedì, 21 ottobre 2008

ZOHAN

 

TUTTE LE DONNE VENGONO AL PETTINE

 

C'è il film brutto fatto male, il film brutto fatto bene, il trash e da oggi c'è ZOHAN.

Adam Sandler è un attore bravo ma la tipologia dei suoi film è quasi sempre la stessa: commedie con una piccola dose di nonsense e un messaggio tutt'altro che nascosto.

Con Cambia la tua vita con un click forse ha firmato la miglior pellicola della sua vita, e con questo Zohan ha infine bilanciato i conti.

Questa pellicola non è semplicemente inguardabile ma è a tratti veramente fastidiosa. Ogni buon amante del trash apprezzerà le gags e alcune trovate talmente assurde da apparire imprevedibili e originali, ma lo stesso spettatore che riderà a certe scene, troverà fastidiosissima la mancanza di uno scorcio di trama, i terribili dialoghi e le interpretazioni, a parte quella del protagonista, a livelli quasi amatoriali. Purtroppo Adam Sandler ama portarsi dietro i peggiori attori della comicità americana e, se fortunatamente qualcuno in questo film sarà una misera comparsa, altri, come l'odioso Rob Schneider, saranno presenti in parti talmente lunghe quanto brutte e inutili.

La storia, se di storia si può parlare, è quella di un supereroe islamico in lotta contro i terroristi che, annoiato dal salvare continuamente vite umane, decide di scapparsene a New York per realizzare il suo sogno: diventare un parrucchiere.

Tuttavia nel salone dove lavorerà starà alle dipendenze di una ragazza palestinese, ecco quindi l'incipit per offrire un messaggio. Ovviamente le cose non andranno bene e succederà qualcosa che rifarà indossare i panni dell'eroe a Zohan.

Detto questo il film è carico di buonismo e di luoghi comuni e il tema del terrorismo viene dipinto in modo divertito e leggero. Purtroppo, non trasparendo nemmeno per un secondo la gravità della situazione tra Palestina e Israele e non offrendo spunti di riflessione sul problema del terrorismo, tutta il film finisce per sminuire la reale situazione.

Con questo non voglio dire che il film possa essere offensivo, ma purtroppo non lascia niente di positivo. Al contrario i sensi di colpa per aver perso il proprio tempo saranno lancinanti sopratutto per chi ha preferito la visione di questo film a quella di WALL-E.

 

Sicuramente ci sarebbero molti altri insulti da esternare per cercar di combattere contro la distribuzione di prodotti come questi, ma purtroppo esistono troppe persone che riescono a vederci del buono in questo tipo di film.

 

Risparmiate i vostri soldi.

 

Vergognoso.

postato alle ore 18:08 | Permalink | commenti